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Locandina Manifesto del film ''Disconnect''Impressioni a caldo sul film ''Disconnect'':

Info Generali:


Titolo Originale: Disconnect;

Pronuncia del Titolo: "Disconnect" ;

Tratto: sceneggiatura originale;

Genere: thriller, drammatico;

Anno: 2012;

Data di proiezione al Festival: 3 Settembre 2012;

Proiettato alla: Fuori concorso alla 69esima edizione della Biennale Cinematografica di Venezia; 

Durata: 110 minuti;

Regia: Henry Alex Rubin;

Sceneggiatura: Andrew Stern;

Attori Principali:

  • Alexander Skarsgard (36anni*) interpreta Derek Hull;
  • Andrea Riseborough (31anni*) interpreta Nina Dunham;
  • Colin Ford (33anni*) interpreta Jason Dixon;
  • Jason Bateman (43anni*) interpreta Rich Boyd;
  • Jonah Bobo (15anni*) interpreta Ben Boyd;
  • Max Thierot (16anni*) interpreta Kyle;
  • Paula Patton (37anni*) interpreta Cindy Hull;

Altri Attori Secondari:

  • Frank Grillo (49anni*) interpreta Mike Dixon;
  • Hope Davis (48anni*) interpreta Lydia Boyde;
  • Michael Nyqvist (52anni*) interpreta Stephen Schumacher;

* Età degli attori quando hanno girato il film ''Disconnect''.

 

 

Indice

  1. Info Generali
  2. Trama del Film (senza svelare il finale)
  3. A chi ed in quali occasioni è consigliato
  4. Pagella e Voti
  5. Prime Impressioni sul Film (compreso il finale):
    1. a cura di Sara Prian;
    2. a cura di Alice Bianco;
  6. Conferenza Stampa sul Film ''Disconnect''
  7. Commenti ed Opinioni del Pubblico

 

 

2. Trama del film ''Disconnect''icona indice


Tre sono le storie che si intrecciano e tutte hanno in comune la mancata comunicazione verbale e il gran uso di internet e telecomunicazioni come veicolo per esprimere i propri sentimenti, ma che portano tutti i personaggi in rovina. Cindy (Paula Patton) e Derek (Alexander Skarsgard), coppia di giovani sposi, che hanno perso un figlio.

Ben (Jonah Bobo) è un ragazzo solitario che ama la musica e si ritrova vittima di un brutto scherzo giocatogli da altri ragazzi della scuola che, attraverso l’uso di Facebook, si fingono una ragazza interessata a lui. Per ultima abbiamo la storia di Kyle (Max Thieriot) un ragazzo che per mantenersi, si prostituisce online attraverso una video chat erotica, la giornalista Nina (Andrea Riseborugh) cercherà, scrivendo una storia su di lui, di tirarlo fuori dai guai.

 

 

3. Il film ''Disconnect'' è consigliato a...


ilm intenso che ci ha fatto scendere anche qualche lacrimuccia grazie ad un cast perfettamente amalgamato e una perfetta analisi della società contemporanea e di internet. Dedicato a tutti.

 

 

 

4. Pagella e Voti del film ''Disconnect''icona indice


 

Voti di Sara Prian

 

Voto Tecnico

Regia 7 e 1/2
Effetti Speciali 7
Sonoro 7
Colonna Sonora 7 +
Interpretazioni 8
Costumi 6 +
Scenografie 6 +

 

 

 

Voto ai Contenuti

Storia 8
Humor 5
Romanticismo 6 +
Erotismo 5
Ritmo 8 +
Impegno 7
Tensione 7 +

 

 

 

Voto Complessivo al Film: 8

 

 

Voti di Alice Bianco

 

Voto Tecnico

Regia 7
Effetti Speciali 6
Sonoro 9
Colonna Sonora 9
Interpretazioni 7 e 1/2
Costumi 6
Scenografie 6 e 1/2

 

 

 

Voto ai Contenuti

Storia 8
Humor 3
Romanticismo 6
Erotismo 6
Ritmo 8 e 1/2
Impegno 7
Tensione 8

 

 

 

Voto Complessivo al Film: 7 e 1/2

 

 

 

 

5. Prime impressioni sul film ''Disconnect''icona indice


Impressioni di Sara Prian {extravote 1}

Se il buongiorno si vede dal mattino quello con Disconnect dell’esordiente Henry Alex Rubin è stato veramente un ottimo risveglio.

Il film è uno dei migliori visti fino ad ora: intenso, riflessivo e ben sceneggiato e diretto.

Il regista gioca sulla contemporaneità e sulla situazione della società moderna e il loro convivere con la tecnologia, presenza quasi ossessiva nelle nostre vite.

 

Tre sono le storie che si intrecciano e tutte hanno in comune la mancata comunicazione verbale (quindi reale) e il gran uso di internet e telecomunicazioni come veicolo per esprimere i propri sentimenti, ma che portano tutti i personaggi in rovina. Per primi troviamo una coppia di giovani sposi che hanno appena perso il figlio piccolo, Cindy e Derek. Lui troppo sconvolto per parlare con la moglie, lei si sente poco considerata dal marito e cerca conforto in una chat online di persone che hanno perso qualcuno di caro. Ben è un ragazzo solitario che ama la musica e si ritrova vittima di un brutto scherzo giocatogli da altri ragazzi della scuola che, attraverso l’uso di Facebook, si fingono una ragazza interessata a lui. Quando una foto troppo privata viene però inviata a tutta la scuola, il ragazzo prenderà una decisione drastica. Per ultima abbiamo la storia di Kyle un ragazzo che per mantenersi, si prostituisce online attraverso una video chat erotica, la giornalista Nina cercherà, scrivendo una storia su di lui, di tirarlo fuori dai guai.

 

Questi personaggi non riesco a comunicare, parlano attraverso degli avatar, attraverso uno schermo, non si affrontano, non vogliono tirare fuori il loro vero io, ma cercare di essere quello che non sono, cercando conforto nella lontananza di qualcuno che non può vederci o usarci in quanto al di là di uno schermo.

Il regista però ci dimostra come il mondo del web sia solo qualcosa di fittizio che porta guai e che può solamente rendere sempre più difficile il rapporto tra persone in carne ed ossa. Se ci si comincia a nascondere dietro ad un nickname, si finirà per nascondersi anche nella vita. Ma qui si mostra come anche la rete possa essere una via di fuga, anche se solo momentanea, dal dolore e, soprattutto dalla solitudine, tutti i personaggi sono irrimediabilmente soli e hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, che faccia sentire la sua presenza.

Anche Jason, il ragazzino che fa lo scherzo a Ben, ha bisogno di conforto da un padre che sente distante, e lo trova nel personaggio di Jason Bateman, papà di Ben, che cerca di capire di più del gesto del figlio.

Anche la giornalista Nina, nonostante faccia il lavoro che ama e che, all’apparenza, sembra non gli manchi niente, vive la solitudine nel conflitto tra il suo riuscire a fare un buon pezzo e l’affetto per Kyle.

Come in At any price non manca il rapporto padre-figlio che si ritrova in tre momenti: tra Ben e Rich, dove il primo non riesce a trovare nessun tipo di comunicazione con il proprio genitore se non mentre in coma, attraverso la musica che aveva composto, attraverso il suo profilo Facebook, Jason e Mike, dove il ragazzo è convinto che il padre ce l’abbia con lui perché ha dovuto abbandonare il lavoro di poliziotto per badare a lui dopo la morte della moglie e, infine, il rapporto mancato tra Derek e il figlio morto che segna l’esistenza dell’uomo.

Una delle ultime scene è di un’intensità pazzesca attraverso un montaggio parallelo e una sospensione del tempo dove i personaggi, tutti nel momento della resa dei conti, vengono come bloccati in una sorte di freeze frame che congela anche il respiro dello spettatore.

Le tre storie sono scritte sapientemente, anche se la storyline di Cindy e Derek, inizialmente, è la più debole per poi riprendersi alla fine. Gli attori sono uno più bravo dell’altro, scelti con attenzione e anche la freddezza del telefilmico Alexander Skarsgard è perfettamente funzionale in un personaggio che sembra morto dentro dopo aver perso il figlio. Disconnect, disconnettersi dal mondo per entrare in quello della rete e viceversa. Trovare il conforto che non si trova in uno nell’altro, per capire che, alla fine, il mondo migliore è quello che si può toccare e non viaggiare attraverso l’etere.

Il film è già stato acquistato dalla Filmauro e vi consiglio di andarlo a vedere per riflettere sulla situazione della nostra società più interessata ad aggiornare il proprio stato sui social network che fare qualcosa per migliorare la propria esistenza.

 

 

Impressioni di Alice Bianco {extravote 2}

Se non usi Facebook e Twitter sei out! Questa è la regola che ormai vige in quest'epoca dedita alla comunicazione, ma digitale, telematica, davanti ad uno schermo, senza veramente conoscere la persona con cui stiamo dialogando, beh, questo insegna Disconnect, a non fidarsi di chi sta al di là di una parete digitalizzata.

Il film diretto dal documentarista Henry Alex Rubin non si discosta poi molto dalla sua dialettica, proponendo una riflessione accurata sulla tecnologia e le comunicazioni nel nuovo millenio, sottoforma di thriller, che sembra quasi essere studiato apposta per incutere timore nello spettatore.

Le tre storyline sono connesse e disconesse fra loro, in tutte vi è una problematica basilare che conduce sempre ad una chat, a Facebook e alla vendita del proprio corpo in Internet.

Cindy e Derek, hanno appena perso un figlio, entrambi hanno chiuso una loro comunicazione verbale, così Cindy decide di confidare il suo stato d'animo ad un uomo che non conosce ma con il quale dialoga, uno come lei che ha perso una persona a lui cara; Ben, ragazzo nerd alle superiori cade nella trappola di due suoi ex amici, che presentandosi in Facebook come un'avvenente ragazza innamorata di lui lo portano a vergognarsi talmente tanto, dopo l'invio ad altri ragazzi della sua foto nudo, da portarlo al suicidio, infine Kyle, uno dei tanti che raccolti dalla strada si prostituiscono via chat.

Tutti finiranno alla fine per far esplodere il loro mondo, la propria famiglia, l'ambiente in cui vivono; Cindy e Derek cadranno in una frode fiscale e perderanno tutto a causa del pignoramento, Ben dalla troppa vergogna per questo scherzo così terribile arriverà ad uccidersi e Kyle denunciando la sua situazione si renderà conto di essere stato usato da tutti.

Il film è una riflessione e una sorta di indagine su come va ormai il mondo, su come Internet debba essere usato con moderazione, tanta attenzione e sempre pensando al "Cosa succede se facccio questo o quest'altro? Mi devo fidare di uno sconosciuto?"

Disconnect è anche un film che tratta temi importanti e di un'intensità emozionale elevata, soprattutto nelle scene padre-figlio, sia fra Ben e Rich che fra Mike e Jason. Il primo rapporto è praticamente nullo, i due non si parlano mai, mentre il secondo esiste, ma è fatto di ordini, osservazioni e litigi; due rapporti che alla resa dei conti, allontanatisi dalla tecnologia sfociano in vero sentimento.

La pellicola, ben sceneggiata e diretta, tiene col fiato sospeso tutti, questo grazie anche all'alternanza e ad una costruzione in mùontaggio parallelo finale da brivido.

Per quanto riguarda invece la parte attoriale, Jason Bateman è senz'altro colui che risalta di più, abituati a vederlo in ruoli comici qui lo vediamo in veste drammatico che gli calza veramente a pennello; buona anche l'interpretazione dei più piccoli, come anche quella di Paula Patton e Alexsander Skarsgard. Risalta infine anche la bellezza e bravura di Andrea Riseborough e la frizzante interpretazione di Max Thierot.

 

 

 

6. La Conferenza Stampa del film ''Disconnect''


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Conferenza Stampa sul

Film ''Disconnect''

 

 

 

7. COMMENTA le impressioni a caldo sul film ''Disconnect''


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film ''Disconnect''

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