Film ''8½'' o ''Otto e mezzo'' (1963): Valutazione, Trama, Frasi del Film, Trailer e Recensione - 5.0 out of 5 based on 1 vote

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FILM ''Otto e mezzo'' (1963): Valutazione, Trama, Recensione e Frasi del FilmFilm ''Otto e mezzo'':


Valutazione Media: 4,54 su 5:

  • Secondo IMDB: 4,00 stelle su 5;
  • Secondo il pubblico di MyMovies: 4,82 stelle su 5;
  • Secondo l'autore di questo articolo: 4,80 stelle su 5.

 

Il film ''Otto e mezzo'' è un film Drammatico/Fantastico del 1963 con Marcello Mastrioanni e Claudia Cardinale, regia di Federico Fellini. Vi presentiamo il Trailer in italiano e in originale del film ''Otto e mezzo'', la sua recensione normale e tecnica, la trama, le opinioni dei lettori e dei critici. A grande richiesta riportiamo anche le frasi del film ''Otto e mezzo''.

 

Info Generali:

Titolo Originale: Otto e mezzo;

Pronuncia del Titolo: "Otto e mezzo";

Titolo Italiano: Otto e mezzo;

Genere: Drammatico/Fantastico;

Anno: 1963;

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Uscita in America: 1963;

Uscita in Italia: 1963;

Durata: 139 minuti;

Regia di: Federico Fellini;

Sceneggiatura di: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi;

 

Attori Principali del film ''Otto e mezzo'':

[Marcello Mastroianni] (39anni*) interpreta Guido Anselmi;

[Claudia Cardinale] (25anni*) interpreta Claudia;

[Anouk Aimée] (31anni*) interpreta Luisa;

[Sandra Milo] (30anni*) interpreta Carla;

* Età degli attori quando hanno girato il film ''Otto e mezzo''.

 

 

 

TRAMA del film ''Otto e mezzo''Indice dell'Analisi del Film ''Otto e mezzo''


Guido Anselmi (interpretato da Marcello Mastroianni) è un noto regista di una quarantina d'anni, il cui equilibrio psico-fisico è messo a dura prova da un periodo di apatia e confusione, dovuto probabilmente ad un calo di ispirazione professionale e di motivazione.

Con uno stato d'animo altalenante tra stanchezza e irrequietezza, decide di trasferirsi per qualche tempo in una stazione di cure termali, lontano da tutto e da tutti, onde rigenerare corpo e spirito e magari schiarire le idee per la realizzazione del suo prossimo film, progetto per il quale Guido è costantemente messo sotto pressione dal suo produttore.

Nonostante il ritiro in un luogo ameno, il regista non riesce, però, a ritrovare calma e lucidità: la sua mente è affollata da ricordi, sensazioni, impressioni, spunti di riflessione, sogni, fantasticherie di vario tipo che lo fanno volteggiare in un'atmosfera surreale in cui si trova sempre più smarrito. Durante questo soggiorno si palesa sempre di più l'infelicità e inquietudine di questo uomo; iniziano ad apparire i suoi fantasmi del passato e sentiamo chiaramente i suoi dubbi e incertezze su presente e futuro, in merito a se stesso e al rapporto con gli altri. Ad un certo punto Guido, in cerca di risposte alle sue domande esistenziali e di un rinnovato guizzo di ispirazione, prova ad aprirsi con varie persone (amici, attori, critici, alcune donne, medici, maghi, un cardinale ecc...) ma da nessuno paiono arrivare confortanti risposte e nemmeno spunti creativi che possono aiutarlo a dare una chiara direzione al suo progetto cinematografico.

Al suo caos mentale si aggiungono, inoltre, i quotidiani problemi in ambito professionale e sentimentale. Nel suo stesso albergo, infatti, soggiorna anche il presunto cast del film (produttore, tecnici, assistenti, attori...), un bizzarro insieme di personaggi che non fanno altro che assillare continuamente il regista per avere informazioni sul film e rassicurazioni di vario tipo. Diventa presto chiaro che Guido, in realtà, non ha nessuna idea chiara in merito al nuovo film, non ha una storia precisa e un concetto da esprimere, anche se cerca di imbastire alla meglio una trama e una sceneggiatura, sia per provare a placare la sua confusione intellettuale/emotiva che per tenere buone le maestranze.

Come se non bastasse, il protagonista deve anche “barcamenarsi” tra la moglie (Anouk Aimée) e l'amante (Sandra Milo), arrivate alle terme per dar allo stesso conforto (la prima) e svago (la seconda), ma che finiscono per acuire ancora di più la sua crisi, ormai evidentemente non soltanto artistica ma propriamente esistenziale. In questo frangente riusciamo a vedere anche il controverso e ambiguo rapporto del regista con le donne, il suo conflitto interiore tra verità e fedeltà, la sua battaglia tra libertà e senso di colpa e le sue emozioni altalenanti tra la ricerca di un amore puro e salvifico (impersonato probabilmente dalla giovane Claudia, interpretata da Claudia Cardinale) e l'amara disillusione che lo stesso non possa, in realtà, colmare il suo vuoto spirituale e renderlo un uomo migliore.

In questo clima inquieto e confuso, dove fatti reali si mescolano sempre di più a ricordi e fantasie del regista in un'amalgama indistinguibile, arriva finalmente il tanto atteso giorno della conferenza stampa sul nuovo film. E' il momento della resa dei conti, Guido deve esprimere chiaramente le sue intenzioni riguardo al progetto cinematografico e non può più tergiversare. Nel pieno sconforto, suscitando stupore e risentimento generali, egli decide di abbandonare la regia: il film non si fa più, i giornalisti e le varie personalità si allontanano e gli occhi stanchi di Guido contemplano la smontatura della scenografia. Appare ormai chiaro che ci troviamo di fronte ad un buio abisso apparentemente senza via di uscita.

Ma proprio quando tutto sembra volgere verso un triste finale e l'esistenza del protagonista perdere di qualsiasi significato, lo stesso viene colto da una sublime percezione. Forse è solo una sensazione o un'impressione ma questo “qualcosa” pare dargli un certo sollievo e infondergli un minimo di di entusiasmo e gioia di vivere, come l'immagine di un “girotondo” che lo solleva da terra. Chissà se si tratta di un “folgorazione sulla via di Damasco” o dell'ennesima illusione...

 

 

 

Il film ''Otto e mezzo'' è consigliato a...Indice dell'Analisi del Film ''Otto e mezzo''


Consigliato? SI. La visione del film, pur non contenendo scene di violenza o a sfondo sessuale, è consigliabile ad un pubblico adulto, per via della complessità delle tematiche trattate, dei tanti messaggi che allo stesso possono essere attribuiti e della profonda introspezione con cui sono rappresentati i protagonisti. Ritengo, in sostanza, che difficilmente un pubblico adolescenziale possa cogliere la completezza e l'attualità di questo film, oltre che tutte le sue incantevoli sfumature e gli spunti di riflessione sull'uomo e sui significati che lo stesso prova a dare alla vita.

Consigliato perché: Otto e mezzo è stato descritto da diversi critici come l'apice del genio creativo di Fellini, forse per la sua connotazione fortemente autobiografica, ed è considerato quasi all'unanimità una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi, ancora oggi fonte di ispirazione per registi e materia di studio per cinefili e tecnici dei mass media. Il film è stato insignito di una moltitudine di riconoscimenti, tra cui nel 1964 due premi Oscar (miglior film straniero e migliori costumi), ed è stato inserito al nono posto della top ten dalla rivista inglese “Sight & Sound”.

I motivi per cui non si può perdere la visione di un film come questo sono innumerevoli: la profondità e il disincanto con cui sono trattati i grandi interrogativi e i tormenti dell'animo umano, la grande maestria con la quale regia e sceneggiatura mescolano realtà con sogni e ricordi, l'ineguagliabile atmosfera incantata e a tratti inquieta nella quale si sviluppa la storia, la bravura interpretativa degli attori (ed in particolare il fascino senza tempo di Marcello Mastroianni), l'originalità dei costumi e della scenografia, la grande varietà di fotografie e inquadrature che paiono danzare sulle dolci musiche di Nino Rota e Leo Ferré. E' un film, in una parola, talmente ricco di elementi tecnici, suggestioni, immagini ed emozioni che non può non stupire la sensibilità dello spettatore e farlo “perdere”; una dolce perdita direi.

Infine, ciò che rende Otto e mezzo un capolavoro imperdibile è la sua attualità, nonostante sia stato realizzato negli anni Sessanta: è un film corale che penetra nella coscienza di un uomo in cui tutti possono rispecchiarsi. La crisi esistenziale di Guido,infatti, non è solo quella di un artista ma di un qualsiasi uomo moderno alle prese con i grandi interrogativi della vita; i conflitti interiori di Guido non sono altro che lo specchio di quelli che ristagnano nell'inconscio collettivo. Siamo davanti ad un film universale che potrebbe parlare di un uomo qualunque, come ce ne sono tanti, giunto ad un punto di ristagno quasi soffocante, in un epoca qualsiasi e ovunque ambientato .

Non consigliato perché: In questo film più che mai Fellini non segue un costrutto ben definito, non esiste una struttura portante della rappresentazione, non c'è un inizio, una parte centrale e una fine. Conseguentemente chi nei film vuole vedere una trama lineare, che si snoda seguendo canoni prestabiliti o schemi fissi, potrebbe rimanere fortemente deluso o scontento da questa pellicola. Qui non esiste nessuno schema, al limite si può parlare di una specie di “puzzle” che si compone e scompone continuamente sulla base delle impressioni e riflessioni del protagonista; una sorta di flusso di coscienza che “scorre” avanti e indietro al ritmo delle imprevedibili fantasticherie di Guido. Una narrazione del genere potrebbe portare lo stesso spettatore a irrigidirsi per l'incapacità di riuscire a sciogliere il cosiddetto “bandolo della matassa” (e alla fine è probabile non ci sia nemmeno la matassa). Può, inoltre, risultare un po' triste l'aria di compiaciuta decadenza e crogiolante disfattismo presente in alcune sequenze del film.

 

 

 

Recensione ed Opinione del film ''Otto e mezzo''Indice dell'Analisi del Film ''Otto e mezzo''


Per me Otto e mezzo rappresenta il connubio perfetto tra estetica e psicologia, tra valori stilistici e valori umani, tra esercizio di stile e profonda introspezione. In altri termini, vedo in esso l'incontro tra la bellezza o la perfezione che si cerca nell'arte e la verità o la morale che si vuole estrapolare da una rappresentazione.

Come la confusione delirante che regna nella testa del protagonista, l'eccezionalità del film sta proprio nella sua “fantasmagorica” confusione e commistione tra errore e verità, realtà e sogno, successo e fallimento, dovere e piacere.

Il film rende alla perfezione il senso di solitudine e costernazione che si provano di fronte ai dubbi creativi ed esistenziali esternata da Guido (e nascosti in ognuno di noi): cosa è la morte? Che ruolo ha la memoria? Quali messaggi deve dare l'arte? Quale è il nostro destino? Perché non siamo felici?Si potrebbe affermare, parlando in ambito intellettuale, che questo film altro non sia che la rappresentazione del dubbio umano davanti alle ricorrenti domande senza risposta oppure, traducendo in chiave emotiva e sensoriale, del tormento che scaturisce tra l'ostinazione di andare avanti alla ricerca disperata di un riscatto nonostante la tentazione di lasciarsi andare alla rassegnazione.

Altra interessante tematica resa in maniera stupefacente è quella del conflitto interiore, anzi dei diversi conflitti: il conflitto tra la voglia di libertà e il rispetto verso gli altri, il conflitto tra il desiderio di assecondare i propri desideri o impulsi e la fedeltà verso una cosa o una persona, la contraddizione tra l'amara verità e la volontà di non far soffrire nessuno, tra l'essere stessi e il non volere deludere gli altri.

E' impossibile non vedere nella storia personale del protagonista la storia universale di chi si trovi, ad un certo punto della vita, a dover fare i conti con la propria identità ed il passato inesorabilmente trascorso, le personali illusioni e aspettative, il proprio rapporto con gli altri. Con ogni probabilità ognuno di noi può riconoscere chiaramente in Guido le proprie paure, i propri dubbi, le proprie debolezze, ambiguità, ipocrisie e sensi di colpa.

Si tratta, in sostanza, di un originale esame di coscienza o viaggio nel subconscio umano, e l'originalità deriva dal fatto che quest'analisi delle problematiche dell'essere non è resa in maniera austera e cupa ma con leggerezza e ironia, utilizzando immagini istrioniche e ammantando tutto della nota magica “atmosfera felliniana”. Invece di indurre preoccupazione e angoscia per la debolezza dell'essere umano, il genio del regista riesce a far danzare lo spettatore sul ritmo della fragilità umana, quasi che ci si trovasse di fronte ad un incantesimo.

Sono pungenti e divertenti anche la rappresentazioni che il regista fa di diverse classi sociali: la decadenza e assurdità dell'aristocrazia, la mediocrità della borghesia, la volgarità della classe imprenditoriale dell'epoca arricchitasi velocemente, la pedanteria degli intellettuali ed il loro vuoto spirituale, le contraddizioni del progresso e di chi si definisce progressista. Meritano attenzione anche le ricorrenti evocazioni alla chiesa, al clero e alla religione cattolica, che pare anch'essa non più in grado di dare una risposta chiara alle domande esistenziali dell'uomo moderno e un conforto ai suoi turbamenti.

Fellini, parlando di questo film, lo connotò come testamentario ma disse, anche, che, invece di averlo svuotato, lo aveva arricchito, liberato e gli aveva ridato la forza di lavorare. Pur non disdegnando i complimenti, affermò che non erano quelli che cercava con Otto e mezzo; il suo intento, piuttosto, era quello che questo senso liberatorio si trasmettesse al pubblico, che dopo la sua visione la gente si sentisse più libera, avesse il presentimento di qualcosa di gioioso.

In effetti a me Otto e mezzo non insinua solo dubbi e senso di precarietà , ma anche un senso, se non proprio di liberazione, almeno di accettazione: non supina accettazione ma accettazione lucida e disincantata della realtà, delle persone e delle cose positive e negative che ci girano intorno, ci girano intorno come un girotondo...e in un girotondo si può entrare e iniziare a girare oppure semplicemente rimanere a guardare...esiste sempre una scelta e accettare questo è forse liberatorio. 

 

 

 

FRASI CELEBRI del film ''Otto e mezzo''Indice dell'Analisi del Film ''Otto e mezzo''


{extravote 2} Frase del film n°1:

a) [Claudia: Della storia che mi hai raccontato non ho capito quasi niente. Ma scusa, un tipo così, come tu l'hai descritto, che non vuole bene a nessuno, non fa mica tanta pena sai? In fondo è colpa sua. Che cosa pretende dagli altri?

Guido: Perché? Credi che io non lo sappia? Come sei noiosina, anche tu.

Claudia: Ah ma non ti si può dire proprio niente! Quanto sei buffo con quel cappellaccio truccato da vecchio! Io non capisco, incontra una ragazza che lo può far rinascere, che gli ridà vita e lui la rifiuta?

Guido: Perché non ci crede più.

Claudia: Perché non sa voler bene.

Guido: Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo.

Claudia: Perché non sa voler bene.

Guido: E perché soprattutto non mi va di raccontare un'altra storia bugiarda.

Claudia: Perché non sa voler bene.]

 

{extravote 3}Frase del film n°2:

b) [Guido: Mie care, la felicità consiste nel poter dire la verità senza far mai soffrire nessuno.]

 

{extravote 4} Frase del film n°3:

c) [Guido: Mi sembrava di aver le idee così chiare. Volevo fare un film onesto, senza bugie di nessun genere. Mi pareva d'aver qualcosa di così semplice, così semplice da dire, un film che potesse essere utile un po' a tutti, che aiutasse a seppellire per sempre tutto quello che di morto ci portiamo dentro. E invece io sono il primo a non avere il coraggio di seppellire proprio niente. Adesso ho la testa piena di confusione, questa torre tra i piedi...chissà perché le cose sono andate così. A che punto avrò sbagliato strada? Non ho veramente niente da dire, ma lo voglio dire lo stesso.]

 

{extravote 5} Frase del film n°4:

d) [Luisa: Tu menti come respiri.]

 

{extravote 6} Frase del film n°5:

e) [Carini l'intellettuale: Senta qua: l'Io solitario che gira intorno a sé stesso e si nutre soltanto di sé finisce strozzato da un gran pianto o da un gran riso. Sono parole di Stendhal scritte durante il suo soggiorno in Italia. Se invece di buttarle via, si leggessero qualche volta le carte dei cioccolatini, si eviterebbero molte illusioni]

 

 

 

TRAILER del film ''Otto e mezzo''Indice dell'Analisi del Film ''Otto e mezzo''



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