Film ''Amarcord'' (1973): Valutazione, Trama, Frasi del Film, Trailer e Recensione - 5.0 out of 5 based on 1 vote

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FILM ''Amarcord'' (1973): Valutazione, Trama, Recensione e Frasi del FilmFilm ''Amarcord'':


Valutazione Media: 4,38 su 5:

  • Secondo IMDB: 4,00 stelle su 5;
  • Secondo il pubblico di MyMovies: 4,64 stelle su 5;
  • Secondo l'autore di questo articolo: 4,5 stelle su 5.

 

Il film ''Amarcord'' è un film Commedia/Drammatico/Biografico del 1973 con Bruno Zanin e Armando Brancia, regia di Federico Fellini. Vi presentiamo il Trailer in italiano e in originale del film ''Amarcord'', la sua recensione normale e tecnica, la trama, le opinioni dei lettori e dei critici. A grande richiesta riportiamo anche le frasi del film ''Amarcord''.

 

Info Generali:

Titolo Originale: “Amarcord”;

Pronuncia del Titolo: "Amarcord";

Titolo Italiano: Amarcord;

Genere: Commedia/Drammatico/Biografico;

Anno: 1973;

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Uscita in America: presentato al festival di Cannes nel 1974;

Uscita in Italia: 13 Dicembre 1973;

Durata: 127 minuti;

Regia di: Federico Fellini;

Sceneggiatura di: Federico Fellini, Tonino Guerra;

 

Attori Principali del film ''Amarcord'':

[Bruno Zanin] (22anni*) interpreta Titta;

[Armando Brancia] (56anni*) interpreta Aurelio, padre di Titta;

[Pupella Maggio] (63anni*) interpreta Miranda, madre di Titta;

[Magali Noel] (41anni*) interpreta ”La Gradisca”;

* Età degli attori quando hanno girato il film ''Amarcord''.

 

 

 

TRAMA del film ''Amarcord''Indice dell'Analisi del Film ''Amarcord''


Amarcord, che in dialetto romagnolo significa “io mi ricordo”, racconta, in chiave di flusso di memoria sfumato e a tratti onirico, i ricordi adolescenziali del paese natio di Fellini, la sua “Rimini”, o più precisamente quelli legati al suo quartiere riminese. La rappresentazione è ambientata all'incirca nel 1933 e nella stessa non mancano scorci e riferimenti ad avvenimenti storici dell'epoca, come, ad esempio, le adunate del “sabato fascista” e la corsa della VII edizione della Mille Miglia.

Fellini ci affascina e diverte con storie e aneddoti (alcuni accaduti, altri forse solo immaginati) della sua borgata, attraverso la voce narrante del giovane Titta Benzi (interpretato da Bruno Zanin). Questi conduce dolcemente lo spettatore nella vita semplice, ma altrettanto allegra e vivace, del borgo riminese, nelle sue tradizioni, divertimenti, contraddizioni, facendoci man mano fare la conoscenza con la famiglia di Titta, i suoi amici e tutti i bizzarri abitanti del paese.

Si tratta di un viaggio trasognante e un po nostalgico nella giovinezza del regista romagnolo; un viaggio che non tralascia di mostrare la goliardia, curiosità, entusiasmo, passione, nonché i primi turbamenti amorosi e sessuali che l'adolescenza porta con sé.

Sulle musiche amene e leggiadre del maestro Nino Rota si vedono sfilare, in questa grande commedia al contempo divertente e malinconica, i personaggi (di ogni età e condizione sociale) e le vicende caratterizzanti in un certo senso tutte le piccole borgate italiane degli anni 30.

In un'atmosfera evanescente e rarefatta lo spettatore si vede “volteggiare” davanti: le feste paesane, le adunate e i comizi politici, gli eventi religiosi, la scuola coi suoi professori, i ricchi della città, i negozianti, l'avvocato, il matto di paese, le donne dalle forme provocanti che scatenavano le fantasie sessuali dei ragazzi, le “ragazzate” e i passatempi dell'epoca.

 

 

 

Il film ''Amarcord'' è consigliato a...Indice dell'Analisi del Film ''Amarcord''


Consigliato? SI . La visione di un capolavoro come Amarcord è adatta ad un pubblico di qualsiasi età e consigliabile a chiunque, non fosse altro perché rappresenta una pietra miliare nella storia del cinema italiano. Si fa presente che questo film fu insignito di diversi riconoscimenti (tra cui nel 1975 il Premio Oscar come miglior film straniero e nel 1976 la nomination all'Oscar per la regia e la sceneggiatura) ed è stato selezionato fra i 100 film italiani da salvare. Inoltre la notorietà dello stesso ha fatto diventare il titolo, che rappresenta una contrazione della frase romagnola “a m'arcord” (io mi ricordo), un neologismo della lingua italiana avente il significato di “rievocazione in chiave nostalgica”.

Consigliato perché: Non ci sono mai parole sufficientemente adatte a spiegare il perché certe opere vadano viste: perché ci si sofferma a rimirare un Van Gogh? Perché si va a vedere l'ultimo modello di Ferrari? Perché si fa la fila per acquistare l'ultimo prodotto della Apple? Mah...Probabilmente perché si ha la sensazione di avere davanti agli occhi o per le mani qualcosa di unico nel suo genere; questo film, nella sua veste di commedia irriverente e malinconica, è unico e tuttora impareggiabile.

Tutti coloro che amano la cinematografia, in particolare quella italiana, non possono perdersi questa opera felliniana: Amarcord non è solo una superba pellicola ma un condensato di arte, simbologia, suggestione, fine comunicazione, romanticismo.

Inoltre il realismo e l'umanità con cui vengono tratteggiati episodi e protagonisti fanno assurgere la storia di questo borgo della Romagna degli anni Trenta a fotografia o spaccato di un qualsiasi borgo italiano di quel periodo storico e non solo. Anche se non si è stati ragazzi negli anni 30 ma in tempi posteriori, infatti, risulta difficile non immedesimarsi nei ricordi di Titta, nei suoi dubbi, nei suoi turbamenti, nel suo entusiasmo, nella sua curiosità ecc..in una parola nella sua giovinezza.

Inoltre, la narrazione fluida composta da episodi accennati o rarefatti da leggerezza alla rappresentazione e la rende scorrevole e spassosa.

Non consigliato perché: Non vedo nessun motivo per cui questo film non dovrebbe essere consigliato e non riesco a individuare una categoria alla quale lo stesso potrebbe risultare sgradito.

 

 

 

Recensione ed Opinione del film ''Amarcord''Indice dell'Analisi del Film ''Amarcord''


A mio avviso Amarcord non può essere nulla di meno di una grande “poesia” di estrema bellezza e autenticità: un'opera corale, un'opera che per la sua umanità risulta senza tempo e senza confini culturali o linguistici. Con Amarcord non è solo Fellini che ricorda la sua terra e la sua gioventù, ma siamo tutti noi che ricordiamo: le storielle narrate e colorite da Titta sono episodi della giovinezza di quasi tutti noi; in ognuno di noi c'è o c'è stato un Titta che non vedeva l'ora di uscire di casa per combinare marachelle con gli amici, che prendeva in giro i professori, che si entusiasmava per l'arrivo della neve o della primavera, che subiva il quotidiano sproloquio dei genitori, che fantasticava sulle prosperose donne del paese. E questa immedesimazione oltre suscitare risate forse strappa anche una lacrima di malinconia.

In questa commovente commedia siamo immersi, innanzitutto, nella Romagna del primo dopoguerra (ma anche per certi versi nella Romagna odierna): una terra allegra, irriverente, godereccia, un po “mascalzona” ma anche sincera e leale, fatta di gente semplice e onesta. Amarcord ci fa gustare i sapori genuini e buoni della Rimini di una volta, una degustazione che è insieme rievocazione e suggestione in un contesto sempre ironico e fatalista. La particolarità di questa rievocazione di gusti e tradizioni è data dal fatto che la rappresentazione si dipana sempre su un equilibrio sottile fra sogno e realtà, fra verità e illusione, fra fatti accaduti e aspettative passate.

La poesia che il film sprigiona, però, si coglie soprattutto nei personaggi, sia i protagonisti che le figure minori, che non sono soltanto “macchiette” di paese o di un particolare momento storico ma tipi “a tutto tondo”, quasi universali, la cui umanità dona loro l'immortalità, come appunto la poesia. Anche qui si nota la grandezza di un regista come Fellini: la sua capacità di “vivificare” i suoi ricordi (o i nostri ricordi) e di trasformarli poi in poesia. Ed è una poesia che incanta di colori, fantasie e sensazioni senza ricorrere a nulla di che, è un “niente” che fa sognare perché è colmo di “tutto”.

E' davvero uno spasso vedere come Fellini, nelle riprese, da colore e splendore ai “facciotti” del suo borgo; è affascinante constatare come le caricature paesane diventino individui reali, tanto che ognuno di noi può ritrovare in questi personaggi abitanti dei propri paeselli o quartieri. Il protagonista non è solo uno ma la folla, non è solo Titta ma tutti gli abitanti e tutti noi, non è solo Rimini ma ogni paese di origine di ognuno.

In Amarcod i fatti quotidiani, a volte esilaranti e a volte tristi, sono circondati di veridicità e, soprattutto, intrisi di umanità. Forse la grande protagonista di questa opera è proprio la vita; la vita umana che, con le sue ambiguità e le sue burle, pare deridere sia le convenzioni e tradizioni religiose (ad esempio la confessione), che quelle politiche (il fascismo e le sue parate, rappresentati in maniera tronfia e quasi grottesca piuttosto che trionfale).

La genialità di Fellini, inoltre, alterna con naturalezza e spontaneità episodi comici a episodi tragici, fantasie ad avvenimenti storici, momenti fatti di semplice quotidianità a momenti di grande stupore e meraviglia. Il regista, in altre parole, riesce a rendere magistralmente la quotidianità in un clima quasi fiabesco; questa atmosfera magica la vediamo, o meglio la sentiamo, quando lo stesso ci porta dentro il lusso del Grand Hotel, quando appare il transatlantico Rex che lascia tutti attoniti, quando la gente si entusiasma per la caduta della neve o per la danza delle “manine”, quando alcuni si sorprendono per la comparsa improvvisa del pavone del conte di Lovignano, quando ci mostra il sogno della danza nell'harem (sogno fatto da uno degli abitanti).

La bellezza e l'incanto del film, in una parola, appaiono quasi per magia da questa vita privata di borgo che si staglia sulla storia, fino quasi ad offuscarla, attraverso una narrazione nostalgica che esalta la dimensione umana a 360 gradi, senza rimpianti o condanne.

Per tutta questa varietà e delicatezza di sensazioni ed immagini ritengo che Amarcord non sia solo un tributo all'arte e alla cinematografia italiana (quindi alla nostra cultura) ma anche all'umanità di questo nostro paese.

 

 

 

FRASI CELEBRI del film ''Amarcord''Indice dell'Analisi del Film ''Amarcord''


{extravote 2} Frase del film n°1:

a) Nonno di Titta: Il bab del mi bab diceva così: per campè sein bisogna piser spes come i chein. Per campare sano bisogna pisciare spesso come il cano.

[Nonno di Titta: Il bab del mi bab diceva così: per campè sein bisogna piser spes come i chein. Per campare sano bisogna pisciare spesso come il cano.]

 

{extravote 3}Frase del film n°2:

b) Aurelio, padre di Titta:

[Aurelio: Non si beve prima della minestra!

Miranda: Ma dove è scritto?

Aurelio: Si gonfia lo stomaco. C'è scritto sulla Domenica Del Corriere]

 

{extravote 4} Frase del film n°3:

c) Professoressa di Belle Arti: Oggi vi parlo del grande Giotto.

[Professoressa di BelleArti: Oggi vi parlo del grande Giotto.

Studente: Che con le palle fa il botto!]

 

{extravote 5} Frase del film n°4:

d) Professore di greco : Bella la lingua greca eh?

[Professore di greco: Bella la lingua greca eh?

Studente: Ostia!]

 

{extravote 6} Frase del film n°5:

e) Aurelio: Mo guarda quante ce ne sono: milioni di milioni di milioni di stelle!Ostia ragazzi... io mi domando: come fa a reggersi tutta la baracca?Perché noi in fondo è abbastanza facile...devo fare un palazzo, tot mattoni, tot quintali di calce...ma lassù, viva la madonna, dove le metton le fondamenta? Eh son mica coriandoli!..

[Aurelio: Mo guarda quante ce ne sono: milioni di milioni di milioni di stelle!Ostia ragazzi... io mi domando: come fa a reggersi tutta la baracca?Perché noi in fondo è abbastanza facile...devo fare un palazzo, tot mattoni, tot quintali di calce...ma lassù, viva la madonna, dove le metton le fondamenta? Eh son mica coriandoli!.]

 

 

 

TRAILER del film ''Amarcord''Indice dell'Analisi del Film ''Amarcord''



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