Film ''Carnage'' (2011): Valutazione, Trama, Frasi del Film, Trailer e Recensione - 4.0 out of 5 based on 1 vote

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FILM ''Carnage'' (2011): Valutazione, Trama, Recensione e Frasi del FilmFilm ''Carnage'':


Valutazione Media: 3,94 su 5:

  • Secondo IMDB: 3,60 stelle su 5;
  • Secondo il pubblico di MyMovies: 3,74 stelle su 5;
  • Secondo l'autore di questo articolo: 4,50 stelle su 5.

 

Il film ''Carnage'' è un film Commedia/Drammatico del 2011 con Kate Winslet e Christoph Waltz, regia di Roman Polanski. Vi presentiamo il Trailer in italiano e in originale del film ''Carnage'', la sua recensione normale e tecnica, la trama, le opinioni dei lettori e dei critici. A grande richiesta riportiamo anche le frasi del film ''Carnage''.

 

Info Generali:

Titolo Originale: Carnage;

Pronuncia del Titolo: "Carneig";

Titolo Italiano: Carnage;

Genere: Commedia/Drammatico;

Anno: 2011;

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Uscita in America: 16 Dicembre 2011;

Uscita in Italia: 16 Settembre 2011;

Durata: 79 minuti;

Regia di: Roman Polanski;

Sceneggiatura di: Yasmina Reza, Roman Polanski;

 

Attori Principali del film ''Carnage'':

[Kate Winslet] (36anni*) interpreta Nancy Cowan;

[Christoph Waltz] (55anni*) interpreta Alan Cowan;

[Jodie Foster] (49anni*) interpreta Penelope Longstreet;

[John C. Reilly] (46anni*) interpreta Michael Longstreet;

* Età degli attori quando hanno girato il film ''Carnage''.

 

 

 

TRAMA del film ''Carnage''Indice dell'Analisi del Film ''Carnage''


“Carnage” è un film del 2011 diretto da Roman Polanski. All’interno di un parco pubblico due giovani ragazzi litigano in maniera veemente e uno di loro colpisce in pieno volto con un bastone l’altro ragazzo, causandogli la perdita di due denti e la rottura del labbro.

Presso l’abitazione dei genitori della vittima si incontrano entrambe le coppie di genitori coinvolte all’interno di questa spiacevole vicenda al fine di concludere amichevolmente la questione ed organizzare un incontro tra i rispettivi figli, affinché colui che ha scagliato violentemente il bastone chieda scusa per il gesto commesso.

I genitori dell’ “aggressore” sono Alan Cowan, un importante avvocato completamente dedito e ossessionato dalla sua professione, e Nancy Cowan, un’operatrice finanziaria, mentre i genitori della vittima sono Michael Longstreet, un rappresentante di svariati prodotti commerciali, e Penelope Longstreet, un’aspirante scrittrice attivamente impegnata per difendere i diritti civili del popolo africano.

Inizialmente il rapporto tra i quattro appare amichevole e cordiale ma, col passare dei minuti, il livello di tensione sale sino ad arrivare all’inevitabile scontro tra le due coppie, le quali cercano di difendere i rispettivi figli accusandosi reciprocamente. Inoltre emergono le incomprensioni e gli attriti all’interno delle rispettive relazioni coniugali, in quanto vengono esternati i disagi e le insofferenze di ognuno, dimenticandosi il motivo per il quale si sono incontrati originariamente. 

 

 

 

Il film ''Carnage'' è consigliato a...Indice dell'Analisi del Film ''Carnage''


Consigliato? SI. La visione del film è consigliata ad un pubblico sia maschile che femminile appartenenti alla fascia d'età adulta, anziana o quantomeno adolescenziale. Non è un film adatto ai più giovani in quanto viene utilizzato un linguaggio sesso scurrile o volgare. Sicuramente il film sarà apprezzato da coloro che frequentano il teatro.

Consigliato perché: La bellezza del film innanzitutto consiste nella particolare bravura dei quattro protagonisti, magistrali nelle rispettive interpretazioni grazie alle quali i personaggi vengono caratterizzati perfettamente soprattutto dal punto di vista psicologico e caratteriale. La pellicola assomiglia molto ad una pièce teatrale in quanto l'ambientazione è limitata ad uno spazio chiuso e statico. Per questo motivo emerge la maestria di Polanski, abile nel coinvolgere lo spettatore attraverso dialoghi brillanti, stravaganti e allo stesso tempo riflessivi perché riescono a porre in essere un'analisi antropologica e sociologica relativa alle contraddizioni, l'ipocrisia e il senso di inciviltà dell'uomo.

Non consigliato perché:La pellicola annoierà coloro che sono abituati ad assistere ad una narrazione basata sulla dinamicità dei luoghi e degli spazi. Chi è poco abituato alla prevalenza dei dialoghi rispetto all'azione dei personaggi rimarrà deluso.

 

 

 

Recensione ed Opinione del film ''Carnage''Indice dell'Analisi del Film ''Carnage''


La pellicola incentra la sua attenzione nei confronti della natura umana, con particolare riferimento al rapporto tra l’essere umano e la civiltà. Tale binomio ha sempre costituito il risultato di imposizioni e forzature, in quanto per sua vocazione l’uomo è un essere bestiale, violento e incapace di convivere pacificamente con i suoi simili.

All’interno dell’abitazione in cui si delinea la narrazione del film sembra ricrearsi una sorta di “stato di natura” di Lockiana memoria, in cui le guerre e le crudeltà hanno sempre costituito il filo conduttore dell’esistenza umana. In questo contesto privo di regole e di limitazioni è inesorabile lo scontro verbale e fisico, in quanto la tendenza dell’uomo è quella di predominare sugli altri suoi simili applicando la violenza più disumana e becera.

I quattro protagonisti della vicenda riescono ad esternare la loro spontaneità e genuinità, mostrando senza alcuna remora il lato più nascosto della loro personalità. L’istintività spesso coincide con la prepotenza e l’arroganza unite all’egoismo, rappresentato dalla figura di Alan, il quale rispecchia pienamente la presunzione, l’individualismo e il disinteresse dell’uomo nei confronti delle persone che lo circondano, nel caso specifico nei confronti anche della moglie e del figlio.

Si crea una sorta di apatia e di distacco nei confronti di coloro ai quali dovrebbe essere dimostrato amore e affetto, ma che purtroppo molto spesso rappresentano un fastidio o un ostacolo di cui liberarsi al più presto. L’unico vero obiettivo da perseguire è quello del guadagno economico e del raggiungimento delle proprie ambizioni personali. Le continue parole screditanti e offensive che si scambiano i quattro protagonisti confermano la predisposizione dell’uomo verso l’inciviltà.

Nonostante gli sforzi per tentare di garantire il quieto vivere attraverso la creazione di regole morali ed etiche non scritte, gli uomini tendono ad odiarsi reciprocamente senza alcun tipo di scrupolo. I comportamenti cordiali ed accondiscendenti spesso sono frutto di un atteggiamento falso ed ipocrita che sfocia in una retorica banale, scadente e poco credibile.

Penelope eleva sé stessa a paladina dei diritti civili, provando un senso di sdegno nei confronti di quella che lei considera la mediocrità dell’uomo, ma di cui lei fa pienamente parte. Non può insegnare la moralità, l’educazione e la correttezza colei che per prima si rileva irrispettosa e altezzosa. Il falso moralismo costituisce la forma più pericolosa di ipocrisia e di meschinità umana. La sua ostentata superiorità cela in realtà la sua debolezza e la sua infelicità nei confronti di una vita insoddisfacente e tremendamente statica.

Anche la vita coniugale non rappresenta altro che il manifesto della sfiancante monotonia quotidiana che deprime l’uomo, rendendolo nevrotico, isterico e irascibile, proprio come gli apparentemente tranquilli Nancy e Michael, stanchi di sopportare i comportamenti dei rispettivi partner.

L’incapacità e la mancata volontà di affrontare le problematiche apertamente e sinceramente conduce ad una reciproca accettazione priva di alcuna convinzione e frutto della paura di mutare e cambiare la propria esistenza, adagiandosi su quella reale che, pur se infelice, risulta priva di rischi.

La casa in cui si svolge la vicenda rappresenta una trasposizione di un piccolo mondo in miniatura all’interno del quale ognuno può finalmente esprimersi liberamente, attraverso la violenza verbale e fisica, senza alcun timore di subire conseguenze di nessun tipo.

Solo violando le consuetudini sociali e gli standard di comportamento l’essere umano può emergere in tutta la sua spontaneità, manifestando tutto il suo senso di rigetto nei confronti del buonismo e della socializzazione. Alla fine l’uomo è eccitato all’idea di scontrarsi e di battagliare con i suoi simili, perché la natura umana è malvagia, crudele, cinica e spietata. Prima o poi la malvagità che è insita in ognuno di noi esplode in tutta la sua spaventosa essenza.

La solidarietà, la correttezza e i sentimentalismi non appartengono all’animo umano, ma costituiscono semplicemente il risultato di sforzi paradossalmente disumani. La società civile costituisce l’anormalità rispetto alla natura incivile, la quale rispecchia invece la normalità. L’altruismo nella maggior parte dei casi è sinonimo di costrizione, di opportunismo e di necessità, attuato al solo fine di non vivere isolati e di essere socialmente accettati.

Il ritratto descritto all’interno di questa storia conferma che l’uomo è un essere incivile, egoista e violento, e coloro che dovrebbero costituire l’esempio di civiltà, onestà e rettitudine risultano invece più immaturi dei bambini i quali, grazie alla loro bontà mischiata all’ingenuità, sono gli unici ancora capaci di provare sentimenti sinceri di affetto, di amore e di amicizia, superando qualsiasi ostacolo creato dalle sciocche e illogiche rivalità che si creano tra gli esseri umani.

Viene quindi focalizzata l’attenzione nei confronti dell’immaturità delle persone che dovrebbero rappresentare un esempio a livello educativo e sociale, con particolare riferimento alla figura del genitore, ma che in realtà si rivelano tremendamente infantili. Questa constatazione è inquietante perché non garantisce di acquisire delle certezze e arresta il processo di civilizzazione.

Inoltre viene sottolineato l’eccessivo attaccamento dell’uomo ai beni materiali, le uniche entità inanimate con le quali non è necessario confrontarsi, e le quali accettano senza alcuna opposizione di essere utilizzati e sfruttati.

Nell’era del consumismo l’uomo è più legato a tutto ciò che risulta inanimato. Si assiste cosi all’ironica quanto sconcertante disperazione di Alan alla visione del suo cellulare distrutto, di Nancy alla vista della sua borsa lanciata a terra, di Penelope quando deve ripulire i suoi libri d’arte impregnati di vomito e di Michael nel momento in cui gli viene impedito di poter fumare i suoi sigari.

Il film effettua quindi un’analisi antropologica e filosofica nei confronti della natura umana, giungendo ad un conclusione tanto inquietante e pessimista quanto cinica e realista, affievolita dalla speranza legata all’ultimo barlume di umanità rappresentato dai bambini.

Un grande film che, attraverso una sceneggiatura intelligente, scorrevole e coinvolgente, riesce a trasporre sullo schermo una commedia divertente e bizzarra, ma allo stesso tempo sarcastica, drammatica e riflessiva.

La maestria del regista consiste anche nell’ambientare l’intera vicenda praticamente all’interno di un unico ambiente chiuso riuscendo a non annoiare uno spettatore che riesce invece ad essere coinvolto sino all’ultima sequenza. Questo espediente ricorda molto, pur se con toni e con finalità differenti, la pellicola “Il delitto perfetto” di Alfred Hitchcock, oppure l’arguta commedia “Cena tra amici”, tratta anch’essa, come il film analizzato, da un’opera teatrale.

L’introspezione psicologica e la caratterizzazione dei personaggi è particolarmente efficiente, grazie soprattutto alle magistrali ed esilaranti interpretazioni di Christoph Waltz, nei panni di Alan Cowan, di Kate Winslet, in quelli di Nancy Cowan, di Jodie Foster, nella parte di Penelope Longstreet, e di Jon C. Reilly nel ruolo di Michael Longstreet.

 

 

 

FRASI CELEBRI del film ''Carnage''Indice dell'Analisi del Film ''Carnage''


{extravote 2} Frase del film n°1:

a) Alan Cowan: Our son is a madman!.

[Alan Cowan: Nostro figlio è un pazzoide!]

 

{extravote 3}Frase del film n°2:

b) Michael Longstreet: I'm sick of all this shit gooders and then i'm a son of a bitch with a bad temper. Ok?

[Michael Longstreet: Non ne posso più di tutte queste stronzate buoniste e poi io sono un figlio di puttana con un brutto carattere. Ok?]

 

{extravote 4} Frase del film n°3:

c) Penelope Longstreet: But Who asked him to vomit opinions?.

[Penelope Longstreet: Ma chi gli ha chiesto di vomitare opinioni?]

 

{extravote 5} Frase del film n°4:

d) Alan Cowan: Morally you're supposed to overcome your impulses, but there are times you don't want to overcome them. 

[Alan Cowan: Moralmente si suppone di trattenere i propri impulsi, però ci sono volte in cui non si desidera farlo.]

 

{extravote 6} Frase del film n°5:

e) Penelope Longstreet: Don't you tell me about Africa. I know all about suffering in Africa! 

[Penelope Longstreet: Non mi parli dell'Africa. So tutto sulla sofferenza in Africa!]

 

 

 

TRAILER del film ''Carnage''Indice dell'Analisi del Film ''Carnage''



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