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5. Recensione del film ''Fantasia''icona indice


{extravote 1}Walt Disney era, e forse lo è ancora oggi, innovazione.

Fantasia, datato 1940, è uno dei primi film in Technicolor e, soprattutto, uno dei primi film a coniugare immagini con musiche famose e ben conosciute al pubblico (con novità anche dal punto di vista del sonoro con l'invenzione del Fantasound), in un'opera maestosa che, un po' come volle fare Terrence Malick con ''*The Tree of Life*'', racconta vari aspetti del mondo, sotto forma di cartone animato.

Nel 1940 questo esperimento era fortemente rischioso perché, oltre ad un grosso budget richiesto, ci voleva un impianto audio che non tutti i cinema avevano. Furono pochi, quindi, i cinema adibiti alla programmazione del film nei quali vennero installate delle nuove casse acustiche che circondavano lo spettatore, creando per la prima volta un prototipo di stereofonia.

Il flop fu prevedibile: poche sale e poca attenzione del pubblico. Così Walt Disney nel 1941 creò una versione più breve e in versione mono, per dare la possibilità ad un numero più cospicuo di sale di poterlo proiettare.

Fantasia non fun mai una pellicola di facile fruizione. Venne critica aspramente e accusata di razzismo nella scena mitologica dove si vedeva una sorta di schiava di colore metà asiano e metà donna.

L'idea è nata tutta dalla voglia di Walt Disney di rendere omaggio al personaggio di Topolino che stava prendendosi il suo spazio nel cuore delle persone. Nacque così l'apprendista stregone, che ancora oggi, tutti ricordiamo come il simbolo di Fantasia per eccellenza. La scena, infatti, è stata ripresa proprio nel recente film ''*L'apprendista stregone*'' con Nicolas Cage.

Da questa sequenza meravigliosa, si decise di aggiungere altre parti animate che seguono altrettanti brani musicali.

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Il film, però, si apre con una rappresentazione in live action (con persone reali) dell'orchestra che eseguono Toccata e fuga in re minore di Bach, dove tutta la messa in quadro e in scena gioca sulle ombre e sulle luci, come quella, meravigliosa, sul direttore d'orchestra che si staglia imponente anche sullo spettatore stesso.

Una delle parti che ricordo più affascinanti è, però, quella sull'origine della Terra con la musica di Stravinskij de La Sagra della Primavera. Qui vediamo i primi microrganisimi prendere vita, la Terra che si anima, fino alla scomparsa dei dinosauri.

La più simpatica è, invece, La danza delle ore di Amilcare Ponchielli, dove struzzi, ippopotami e coccodrilli ballano, divertendo lo spettatore.

Una notte sul monte calvo è importante perché, oltre ad aver terrorizzato moltissimi bambini (compresa la sottoscritta, lo ammetto) appare il cattivo meglio riuscito di tutto il mondo Disney: il demone Chernabog (ispirato, in parte, a Bela Lugosi). Egli, dopo essersi svegliato, richiama a sé tutto i fantasmi e avvengono macabre danze interrotte dai rintocchi paurosi di una campana che ci porta all'episodio successivo che fa contraltare a quello appena citato.

Qui l'Ave Maria di Schubert ci conduce in una foresta e verso l'alba di un nuovo giorno.

Fantasia è una pellicola grandiosa, immensa nella sua innovazione, che riesce ad emozionare con il potere della musica e delle immagini che lavorano in stretta collaborazione, dove una non può esistere senza l'altra. Richiama dentro di noi sensazioni differenti: dalla pace, al terrore, dal ricordo, al divertimento.

Capolavoro indiscusso dei primi tempi Disney, ma che ancora adesso si difende bene.

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