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5. Recensione del film ''I Love to Singa''icona indice


{extravote 1}Trattasi di riassunto della trama del celebre ''*Il cantante di jazz*'' (1927) trasposto, ancora una volta dalla Warner Bros., per rinnovare probabilemente l'innovazione apportata al cinema meno di dieci anni prima.

I titoli d'apertura ricordano molto quelli più recenti dei cortometraggi con le avventure di Bugs Bunny e dei suoi amici Looney Tunes, ma il simpatico amico gufo Owl Jolson altri non è che la copie zoomorfa del celebre Al Jolson, attore protagonista del primo film sonoro della storia del cinema.

Il padre di Owl Jolson è un famoso insegnante di musica classica di origini tedesche, qui non centra la religione bensì la cultura musicale, quella dei vecchi genitori contrapposta a quella del nuovo nato, Owl Jolson.

I fratelli, che nel film dal quale deriva non esistono però, seguono tutti le orme dei genitori, Jolson invece è un fuoriclasse, un moderno gufetto che al posto della classicitò preferisce il moderno jazz, che canta in segreto, finché il padre non lo scopre e lo caccia via di casa.

Per nulla contrariato, Jolson non si perde d'animo e va alla conquista del successo, esattamente come il Jackie di ''*Il cantante di jazz*'', che trova successo a New York dimostrando di aver talento.

L'impresario che lo assumerà è un coniglietto elegante che sembra essere lontano di molti anni rispetto al celebre Bugs Bunny.

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Esso incarna bene il ruolo di signorotto potente, Jack Bunny, nome derivante da Jack Benny, un celebre attore di cabaret dell'epoca.

Anche in questo caso, come nel celebre film al quale si ispira, è sempre la figura maschile a ricoprire un ruolo negativo, iroso e cattivo.

La madre invece, nonostante non sia d'accordo con il figlio, cede alla fine al suo lato sentimentale e cerca di raggiungere il figlio, che in questo cortometraggio si è presentato al concorso radiofonico per aspiranti artisti.

Arrivano ad assisterlo ed aiutarlo, l'intera famiglia, che capitanata dalla madre fa il tifo per il figlio, cantando e ballando alle sue spalle. Il padre la segue e così dimostra di approvare il talento e l'anticonformismo del figlio.

Un bellissimo corto che nulla ha da invidiare a quelli attuali, un cartone che ha una morale e che in maniera semplice è riuscito a raccontare la medesima storia di ''*Il cantante di jazz*''. Bellissimo e consigliato a grandi e piccini!

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