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5. Recensione del film ''I racconti di Terramare''icona indice


{extravote 1}I racconti di Terramare segnano il debutto alla regia gi Goro Miyazai, figlio del genio dell'animazione giapponese Hayao.

La storia è quella del principe Arren che, in un momento di crisi dell'intera zona di Terramare, uccide il padre per rubargli la spada regale, simbolo del passaggio all'età adulta e della maturazione spirituale. Preso dai sensi di colpa e convinto che la morte è vicina a causa del suo gesto, si incammina in un viaggio di formazione dove verrà salvato da Sparviero, un mago anche lui in vaggio che adotterà come nuova figura paterna (e che fisicamente assomiglia anche al Re appena ucciso).

Il tema centrale della pellicola e che caratterizza il lavoro di Goro rispetto a Miyazaki Senior, è il rapporto conflittuale tra padre e figlio, mai presente nelle opere del maestro.

Qui la figura paterna viene presentata come una persona che predica bene e razzola male: parla al popolo di amore, di sani principi, ma nella vita privata è distratto, non si cura dei figli e poco concentrato sul lavoro. Anche Arren, però, non è esente dalla critica del regista, è un ragazzo viziato incapace di cogliere anche quel poco d'amore che il padre gli ha dato.

Questa tematica è molto cara a Goro in quanto è quasi autobiografica e I Racconti di Terramare diventano una sorta di momento per il regista di tirare le somme dei suoi rapporti con la figura ingombrante del padre, così idealizzato da migliaia di fans, ma poco presente per lui. E lo fa in maniera matura perché non risparmia di critiche né il Re (quindi Hayao), né il principe Arren (quindi se stesso). Tutti hanno le loro colpe ed è nella mancanza di dialogo che non si riesce ad uscire da questa situazione.

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Quella che poi ci mostra è anche una situazione più generica dell'adolescenza dove Arren si fa portavoce di tutti quei ragazzi che non sanno ancora quale sia la strada da seguire, in bilico tra luce e tenebra, che hanno bisogno di una figura che li guidi (come Sparviero) che faccia capire loro cosa sia giusto o meno.

Alla faccia di tutto questo le tematiche ambientali e antibelliche prese a forza dalla materia paterna, risultato degli abbozzi, mai così approfondite e importanti come nei lavori di Hayao.

Per Goro Miyazaki, I racconti di Terramare sono una scusa per parlare con il proprio padre, per accusarlo e per chiedere perdono dei suoi capricci adolescenziali.

Nonostante tutte le critiche sull'opera che sicuramente non è la migliore dello Studio Ghibli, diventa importante ai fini autobiografici della famiglia Miyazaki e, da questo punto di vista, il film è affascinante, ma non incisivo come dovrebbe sulle tematiche care ad Hayao appena citate.

Si poteva fare di più.

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