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5. Recensione del film ''L'amore e altri luoghi impossibili''icona indice


{extravote 1}Natalie Portman ci ha sempre abituato a grandi performance anche quando il film non era all'altezza, come in questo caso.

L'amore e altri luoghi impossibili è un film molto sui luoghi, scusate il gioco di parole, comuni che basa tutta la sua emozione proprio sul personaggio interpretato dalla Portman, Emilia, che inizia una relazione con un uomo sposato con un figlio, sposandolo successivamente e avendo una figlia con lui, creando le dinamiche che vi potete tutti immaginare.

Ovviamente nessuno è felice, nemmeno Emilia perché la figlia, come per volontà divina del suo comportamento poco corretto, muore e la ragazza continuerà ad incolparsi convinta di essersi addormentata con lei accanto ed averla soffocata.

Il figlio di Jack la odia profondamente per aver rovinato la sua famiglia e le fa passare una vita d'inferno dove il primo a rimetterci è proprio il piccolo William.

Sbalottato tra la nuova compagna di suo padre e sua madre egli monta dentro di sé una rabbia comprensibile che pian piano, grazie proprio all'amore di Emilia riuscirà a dipanare e ad accettare.

Questo perché la pellicola racconta di una maternità persa e poi inaspettatamente ritrovata con William, perché Emilia è matura, è grande ed è pronta a fare da madre anche ad un figlio che non è suo. Se amasse solamente Jack, ma non fosse adeguata (anche per l'età è appena ventenne) a prendersi le responsabilità sia del suo comportamento, sia del pacchetto completo che riguarda il suo compagno e che comprende anche il figlio, la cosa non potrebbe mai funzionare e a rimetterci con l'infelicità e l'incompletezza del rapporto sarebbero tutti quanti.

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Emilia invece sembra nata madre, si sente in colpa per aver perso la sua bambina e ora è pronta a combattere per avere l'amore di William, perché ci crede in questa famiglia e vuole averla, vuole sistemarsi, non vuole solo un rapporto a due.

Se ci guardiamo attorno quante sono le persone che si mettono con dei padri con dei figli e quello che vogliono è solamente un rapporto di coppia? Moltissime e i bambini soffrono, si zittiscono, poche sono le persone che sono pronte subito ad una relazione a tre che comprenda anche il figlio del proprio nuovo compagno o compagna.

L'amore e altri luoghi impossibili ci insegna, attraverso Emilia, proprio questo che prima di compiere un azione come questa che stravolge come un uragano le esistenze di tutti, bisogna essere consapevoli e sapere se si è pronti a fare da madre o da padre, pensando a se stessi, ma anche a quelle piccole creature che si ritrovano sempre in mezzo a situazioni a cui non dovrebbero nemmeno assistere.

Detto questo sulle tematiche il film fatica a procedere, è troppo introspettivo, si segue, ma si sbadiglia moltissimo e tutto è in mano al talento di Natalie Portman che anche qui ci offre un'intensa interpretazione di madre dopo quella offertaci nel 2000 con ''*Qui dove batte il cuore*''.

Se non ci fosse lei il film sarebbe sicuramente trascurabile, ma merita una visione giusto per la sua grande dote recitativa che dona intensità ad un progetto che sulla carta sembrava interessante, ma che si è trasformato nel dramma più polpettone dell'anno.

 

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