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Tags: Valutazione: Film da 3 a 3,5 stelle,Film da Almeno 3 stelle
Genere: Film Horror
Anno di Uscita: Dal 2001 al 2010,2003
Registi: Marcus Nispel
Sceneggiatori: Scott Kosar
Attori e Attrici: Jessica Biel,Jonathan Tucker
Attori e Attrici (2): Andrew Bryniarski, Ronald Lee Ermey

FILM ''Non aprite quella porta'' (2003): Valutazione, Trama, Recensione e Frasi del FilmFilm ''Non aprite quella porta'': 


Valutazione Media: 3.26 su 5:

  • Secondo IMDB: 3 stelle su 5
  • Secondo il pubblico di MyMovies: 2,8 stelle su 5;
  • Secondo l'autore di questo articolo: 4 stelle su 5

 

Info Generali:

Titolo Originale: The Texas Chainsaw Massacre;

Pronuncia del Titolo: "De Texas cheinso massacor";

Titolo Italiano: Non aprite quella porta;

Genere: orrore;

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Anno: 2003;

Uscita in America: 17 ottobre 2003 ;

Uscita in Italia: 28 novembre 2003;

Durata: 98 minuti;

Regia di: Marcus Nispel;

Sceneggiatura di: Scott Kosar;

 

Attori Principali del film ''Non aprite quella porta'': 

[Jessica Biel] (21anni*) interpreta Erin;

[Jonathan Tucker] (21anni*) interpreta Morgan;

[Andrew Bryniarski] (34anni*) interpreta Thomas Hewitt/Leatherface;

[R. Lee Ermey] (59anni*) interpreta Sceriffo Hoyt;

* Età degli attori quando hanno girato il film ''Non aprite quella porta''.

 

 

 

TRAMA del film ''Non aprite quella porta''Indice dell'Analisi del Film ''Non aprite quella porta''


18 agosto, 1973. Cinque ragazzi stanno facendo ritorno da una vacanza in Messico diretti al concerto del gruppo Lynyrd Skynyrd. Furgoncino, musica, sesso e droga aprono le danze ad una vacanza ideale, percorrendo le strade aride e deserte del Texas fino a che non si imbattono in una ragazza, a piedi, sul ciglio della strada.

L'autostoppista è sconvolta e i ragazzi decidono di aiutarla, ricercando un ospedale nei dintorni. Il tragitto di strada percorso è irrimediabilmente corto per via della discussione che la sconosciuta instaura con i ragazzi, del tutto priva di un senno logico, suppone la morte di tutti poco prima di spararsi in bocca.

Da quel momento in poi la vacanza di quei ragazzi diventa una tragedia all'insegna di una violenza gratuita, imbattendosi in personaggi grotteschi e privi di pietà umana. La famiglia Hewitt, capitanata dallo Sceriffo Hoyt (R. Lee Ermey), diventerà l'incubo peggiore di questi giovani, che si ritroveranno a combattere con una "creatura" fuori dall'ordinario, un uomo di nome Thomas Hewitt, comunemente chiamato Leatherface (faccia di cuoio) per via del suo viso perennemente nascosto da una maschera di pelle umana, "rubata" alle sue vittime. 

 

 

 

Il film ''Non aprite quella porta'' è consigliato a...Indice dell'Analisi del Film ''Non aprite quella porta''


Consigliato? SI ... Solamente ad un pubblico maggiorenne per via della violenza di alcune scene. E’ ben girato, ottima fotografia e adrenalina claustrofobica presente per tutto il film. R.Lee Ermey, che interpreta lo sceriffo Hoyt, è eccelso.

Consigliato perché: per chi ama la storia originale della famiglia Hewitt è un film ben fatto, che si distanzia comunque dall’opera degli anni settanta. Non presenta innovazioni del genere ma è godibile fino alla fine, mostrandosi al di sopra delle classiche pellicole teen-horror degli ultimi anni.

Non consigliato perché: per chi non ama il genere horror è un film che potrebbe turbare, la violenza è del tutto gratuita.

 

 

 

Recensione ed Opinione del film ''Non aprite quella porta''Indice dell'Analisi del Film ''Non aprite quella porta''


Remake di un capolavoro del genere horror degli anni '70, Tobe Hopper (regista e creatore della pellicola originale) cura il soggetto della trama riuscendo a distanziare il film dai classici teen-horror movie degli ultimi anni, aiutato dall'esordiente Marcus Nispel che infarcisce i personaggi dei giovani ragazzi (gli immancabili teen della pellicola horror per antonomasia) in perfetto stile da clip commerciale, ambiente dal quale Nispel proviene.

La pellicola si distanzia in maniera netta dall'originale storia della famiglia Hewitt, cambiando le personalità dei protagonisti quanto l'intera fotografia che aleggia per tutto il film, più dedita alla tensione tetra e claustrofobica.

Solamente il personaggio di Thomas Hewitt (Leatherface) presenta i connotati originali scelti dal primo attore che ha interpretato questo ruolo nel '74.

Il film viene presentato come un caso di cronaca vero e lasciato irrisolto nel corso degli anni, ma ormai è risaputo che il massacro Texano non è mai avvenuto. Tobe Hooper, infatti, prese spunto dal serial killer Ed Gein, chiamato il "macellaio di Plainfield", famoso per la sua profanazione di corpi e il rito di creare arredi con la pelle umana.

Questo stile di narrazione rimane, comunque, efficace riuscendo a mentenere attiva la curiosità per questa famiglia menomata e folle, ai limiti del grottesco. I veri protagonisti dell'intera vicenda, infatti, sono i "cattivi" caratterizzati in maniera perfetta fino, quasi, a rasentare una comicità macabra (R. Lee Ermey, che impersona lo sceriffo Hoyt, fa un lavoro perfetto).

Chi si caratterizza di più tra i ragazzi, invece, è Erin (Jessica Biel) costretta a subire e a guardare la caduta di tutti i suoi amici di viaggio, facendo intendere allo spettatole che le intere sue scelte, durante la vicenda, abbiano portato drasticamente a questi risvolti estremi fatali.

Il tutto comincia già dalla scena iniziale con l'autostoppista sul ciglio della strada (uno dei tanti elementi diversi rispetto all'opera del '74), una delle vittime della famiglia Hewitt riuscita a sfuggire dal massacro. E' Erin a decidere di aiutarla non sapendo che, da lì a poco, sarebbero entrati tutti in un circolo di violenza gratuita e inumana in quella stradina sperduta del Texas.

Dopo che la ragazza si spara, i cinque giovani saranno costretti a fermarsi alla stazione di servizio di "mamma", il primo membro della famiglia conosciuto. Uno degli incontri più forti, in tutto il film, oltre a Leatherface, è lo sceriffo Hoyt. Perfido e impeccabile nella tortura psicologica, trattiene nell'ansia i giovani prima di portarli alla mercè di Thomas Hewitt.

Faccia di Cuoio è un uomo malato, sia mentalmente che fisicamente, amato in maniera protettiva dalla madre e "usato" come arma impazzita da Monty Hewitt (famoso per le gambe tranciate, costretto ad una sedia a rotelle) invogliandolo così a commettere quelle barbarie per una vendetta generalizzata verso tutti quegli individui ritenuti "normali", proprio come Erin.

L'assassino è così visto come un uomo per cui provare quasi pietà, non riuscendo a surclassare tutti i pregiudizi subiti per colpa della sua faccia malmessa. Nell'originale questo punto era fondamentale per capire gli stati d'animo di Leatherface quando commetteva i suoi omicidi, cambiando maschera (volti umani delle sue vittime) per ogni evenienza.

Qui la maschera viene cambiata solamente una volta, sostituita con "quella" del ragazzo di Erin, ma tornando allo stato originale in tutte le altre scene che lo vedono presente. L'unico personaggio "umano" della famiglia è un ragazzino di nome Jedidiah che aiuterà Erin a scappare da quella casa degli orrori.

L'immancabile rumore della motosega, meno pressante e fastidioso rispetto all'originale, rimane il suono di sottofondo per tutto il tempo, creando una forte tensione emotiva tenuta in piedi per tutta la trama grazie alle reazioni umani e non stereotipate delle vittime.

Classificabile come un sottogenere tra uno splatter e uno slasher movie, gioca molto con l'aspetto estetico delle scene, passando dalla luminosità calda dei primi minuti fino a scendere nel tugurio, nella sporcizia e nell'oscurità che lasciano alto il tasso adrenalinico della protagonista.

Classico del tema centrale di questi film è la final girl che riesce a sopravvivere alle barbarie dell'intero film, la quale, solo per un istante, ha perso lucidità plagiando in maniera poco convincente l'autostoppista iniziale, ma ritornando attiva non appena il camionista che riesce ad aiutarla imbocca la strada sbagliata.

Indeminticabile, comunque, la scena finale di Leatherface che osserva la sua preda sparire dopo l'ultimo ringhio della motosega, diventato ormai un simbolo cult del genere horror. 

 

 

 

FRASI CELEBRI del film ''Non aprite quella porta''Indice dell'Analisi del Film ''Non aprite quella porta''


{extravote 2} a) Narrator: ”The film which you are about to see is an account of the tragedy which befell a group of 5 youths.

It is all the more tragic in that they were young. But had they lived very, very long lives, they could not have expected, nor would they have wished to see as much of the mad and macabre as they were to see that day. For them, an idyllic summer afternoon became a nightmare. For 30 years, the files collected dust in the cold-cases division of the Travis County Police Department. Over 1,300 pieces of evidence were collected from the crime scene at the Hewitt residence. Yet none of the evidence was more compelling than the classified police footage of the crime-scene walk-through.” 

[Narrator: “Il film che state per vedere, è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani; la loro età rende ancora tutto più sconvolgente, ma per quanto a lungo avessero potuto vivere... mai avrebbero immaginato di assistere a tutta la follia e all'orrore a cui hanno assistito quel giorno... per loro uno spensierato pomeriggio d'estate si trasformò in un incubo. Per trent'anni la polvere si accumulò nei casi irrisolti di polizia di Trevis. Più di cento reperti furono raccolti sulla scena del delitto, in casa Hewitt. Ma nessuna delle prove fu più convincente del riservatissimo filmato della polizia sulla scena del delitto.”]

 

{extravote 3} b) Henrietta:  “His face is destroyed. 

[Henrietta: “Ha la faccia distrutta.”]

 

{extravote 4} c) Erin: “But what kind of people you are!”. 

[Erin: “Ma che razza di persone siete!”]

 

 

 

TRAILER del film ''Non aprite quella porta''Indice dell'Analisi del Film ''Non aprite quella porta''



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