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5. Recensione del film ''Una Rolls-Royce gialla''icona indice


{extravote 1}Una macchina che lega tre storie che in comune hanno solamente l'amore che nasce o l'amore che viene tradito.

Una macchina, la Rolls-Royce gialla, che come un anziano è testimone di avvenimenti che potrà raccontare solo a chi ha orecchie per sentire sul serio. Una macchina, infine, che entrando nella vita di queste persone, le cambia e muta radicalmente.

Lord Charles Frinton, Rex Harrison molto in stile My Fair Lady tanto che la corsa di cavalli non può che riportare alla mente quelle scene, è un uomo che non si accorge del tradimento della moglie sotto i suoi occhi. Tutto preso dai suoi affari e dalle corse dei cavalli decide, per farsi perdonare di essersi scordato il loro anniversario, di regalare alla moglie una splendida Rolls-Royce gialla. Questa macchina sarà testimone del rapporto tra Lady Eloise Frinton e il giovane di cui è innamorata. Scoperto l'accaduto, il Lord, vende la macchina portatrice di troppi ricordi dolorosi.

Siamo in Italia e la Rolls-Royce finisce nella mani di un gangstar italoamericano (e cos'altro sennò) in vacanza nel nostro bel paese con l'amico Joey e la fidanzata Mae. Qui la donna si innamora del giovane Stefano con il quale avrà un piccolo flirt indovinate un pò dove? Ovviamente sui sedili posteriori della cara automobile.

Sempre per lo stesso motivo dell'episodio precedente, la Rolls-Royce viene venduta e ci troviamo ad affrontare la parte, forse, più interessante dell'intera pellicola: quella che vede protagonista Ingrid Bergman e l'invasione della Jugoslavia da parte delle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale. Prima di tutto è interessante in quanto è uno dei pochi film nella storia del cinema a trattare questo argomento, anche se in maniera veloce e poco approfondita. Gerda Miller è un'aristrocratica americana di tutto punto, vestita in maniera impeccabile che vive solo per se stessa e per suoi agi. L'incontro con il partigiano Davich la cambia completamente facendola lottare per la liberazione di un paese che non le appartiene.

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In questo caso la Rolls-Royce diventa finalmente un mezzo per far del bene, per trasportare i partigiani al fronte o per portare soccorso ai feriti.

Una Rolls-Royce gialla è un film che non diverte più del dovuto, che fa guardare troppo spesso l'orologio e che spreca un cast di ottimo livello. In questa pellicola sono gli stereotipi a vincere, non c'è niente di originale e tutto sa di già visto.

A spiccare sono comunque le donne specialmente Shirley MacLaine e Ingrid Bergman: la prima con la sua frizzantezza permette di proseguire nella visione del suo episodio senza sbadigliare, mentre l'attrice svedese compie una metamorfosi evidente.

Da donna di tutto punto diventa una paladina della giustizia, con i vestiti strappati e sporchi. In più non manca di far uscire la sua verve comica, soprattutto nella prima parte.

L'idea è buona, ma non funziona la sceneggiatura statica e prevedibile. Un film che potrebbe tranquillamente finire nel dimenticatoio e nessuno ne sentirebbe la mancanza.

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