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5. Recensione del film ''Un gelido inverno''icona indice


{extravote 1}L'America nel suo gelido inverno, l'America delle montagne, delle casette abbandonate, delle cittadine quasi ai confini della civiltà.

Questo è lo scenario di Un gelido inverno, questa è l'America sconosciuta che ci fa conoscere Debra Granik.

Ree è una ragazzina di 17 anni che si ritrova a dover badare a due fratellini e ad una madre che è entrata in depressione dopo la scomparsa del marito. Un personaggio costretto a crescere troppo in fretta che, non bastasse il fatto che deve ricoprire il ruolo di madre per i suoi fratelli, scopre una verità che rischia di mandare, quello che resta della sua famiglia, sul lastrico. Il padre, in prigione per spaccio di anfetamine, ha ipotecato la sua casa e il terreno circostante per pagarsi la cauzione e vivere quel poco che gli resta prima del processo. Se l'uomo non dovesse presentarsi al processo, Ree e tutta la sua famiglia finirebbero per strada.

Inizia così per la ragazza un viaggio alla ricerca di un padre, nei luoghi remoti di quella piccola cittadina.

Sembra che alla bravissima Jennifer Lawrence piaccia interpretare ruoli dove la protagonista è costretta a fare da madre, procurare il cibo, prendersi cura di tutti, e con un carattere forte da donna matura, esattamente come l'è successo con il successivo ''*Hunger Games*'' nel ruolo di Katniss.

Il parallelo tra i due film forse è un azzardo, ma l'ambientazione, le due protagoniste e il tema del viaggio sono visibili e molto forti in entrambi, soprattutto quest'ultimo elemento.

Sia Ree che Katniss sono costrette ad intraprendere questo viaggio verso l'ignoto con il solo motivo che, se non lo faranno, accadrà qualcosa alle loro famiglie, non lo fanno per se stesse, ma per i famigliari, per poter dare a loro un' altra possibilità. Sono due personaggi estremamente altruisti, in grado anche di sacrificarsi e di compiere gesti più grandi della loro età.

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Ma mentre per Katniss il viaggio era votato alla sopravvivenza, qui è dettato dal bisogno di sapere che fine ha fatto suo padre, la sopravvivenza viene solo conseguentemente. In Un gelido inverno c'è questo elemento in più che spinge Ree ad intraprendere le strade tortuose della cittadina del Missouri, il bisogno di avere una risposta dopo tanti anni di domande e di perché.

La cosa che probabilmente colpisce di più del film è come la ragazza incontri le ostilità dell'intera popolazione che, invece di andarle incontro, non fa altro che sbatterle la porta in faccia, proteggendo un malvivente senza aiutare una ragazzina. Una cittadina che sembra corrosa dall'interno, fatta di ghiaccio impenetrabile, che sembra seguire le leggi arcaiche e che non vuole che il loro già precario equilibrio, venga messo in discussione da qualcuno non ancora maggiorenne. L'unica persona con la quale Ree riesce a costruire un legame è lo zio Teardrop, ma anche egli non è sicuramente un personaggio positivo, anzi, è un tossicodipendente dalle maniere rudi e poco socievoli. Ma è l'unico sprazzo di famiglia che a Ree rimane in quel gelido inverno.

Ed ecco che il titolo del film diventa anche metafora della vita della protagonista e del cuore di tutti gli abitanti della zona: un inverno infinito, che continua anche quando inizia la primavera, perché non c'è tempo per l'affetto, non c'è tempo per aiutare il prossimo, c'è solo tempo per chiudersi in se stessi e lasciare che la vita scorra al di fuori dell igloo che ognuno si crea.

Per quello io credo che, invece, Ree sia il primo fiore di primavera che riesce a crescere anche nel ghiaccio più ostile (come il cuore dello zio), che riesce a farsi strada e ad amare ancora la sua famiglia e a trovare, nel pensiero di poterla salvare, la linfa vitale per continuare la sua crescita, incurante delle intemperie.

Un gelido inverno è un film duro, forte, che sbatte in faccia un' America che non ti aspetti, un America quasi del vecchio West, dove vigono leggi arcaiche e del più forte, dove ognuno pensa a se stesso e al suo piccolo orticello.

Scordatevi quindi l'allegro vicinato della provincia statunitense che ci viene mostrato in moltissime pellicole, qui siamo davanti alla vita vera, alla dura e difficile vita reale.

E questa esistenza è popolata da persone tutt'altro che amichevoli, che fanno di tutto per tenersi alla larga da quello che considerano il nemico, senza capire che il vero nemico sono loro stessi, le loro dipendenze, la loro ignoranza.

In ''*Hunger Games*'' ogni piccola zona è chiamata distretto e il Distretto 12 dove abita Katniss, non è poi così diverso dal luogo dove abita Ree: il bisogno di cacciare per avere un sostentamento, il terreno ostile alla crescita di qualsiasi forma di vita vegetale, l'inverno che ricopre tutte le lande e che rende difficile la sopravvivenza. Ree deve crescere lei più in fretta di quello che le sta attorno, deve prendere in mano la situazione per poter permettere alla sua famiglia di sopravvivere, esattamente come Katniss.

Quello che si nota poi è l'importanza dell'elemento femminile: sono loro a guidare tutta la vicenda, è in loro ke la protagonista troverà maggiore resistenza ed ostilità, sono loro il sesso forte che guarda gli uomini spacciatori o tossicodipendenti, relegarsi sempre di più ai margini di un mondo già ai margini di se stesso.

Un gelido inverno si avvale di una fotografia fredda, cruda, che ti arriva dentro e aiuta a creare l'atmosfera fredda dell'intera pellicola. E' un film che difficilmente si dimentica, che riaffiora anche quando non te l'aspetti, che scava nelle coscienze delle persone e ti lascia tramortito, gelido, mostrando la realtà così com'è, lontana dall'ideale di felicità tanto propugnato dagli Stati Uniti.

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