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5. Recensione del film ''Una scomoda verità''icona indice


{extravote 1}Siamo più dannosi noi al nostro pianeta o sono i danni che provoca, a distruggerci pian piano?

L'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore, prova con questo documentario, a spiegare a studenti, ragazzi e a chiunque fosse interessato alle sorti della Terra, cosa ne sarà se i governi mondiali non attueranno delle misure adeguate per cercare di salvare il pianeta dal surriscaldamento.

Come un perfetto professore, aiutandosi con una presentazione stile diapositive Power Point, il politico mostra a tutti, attraverso diagrammi ad albero, torta e chi più né ha più né metta, la situazione attuale della Terra: numerosi cambiamenti climatici, le implicazioni politiche, le responsabilità delle industrie e dell'inquinamento, ecc.

Da sempre Al Gore si batte e continua a battersi, per cercare di aprire gli occhi a tutti, in special modo ai governanti su questi problemi, che solamente attraverso un interessamento comune e generale potremo cercare di arginare.

Il problema è veramente serio e il punto focale del documentario, quello che porta a riflettere lo spettatore, è la responsabilità dell'uomo nell'aver causato e causare in futuro, danni molto gravi all'ambiente e al clima mondiale. E' infatti l'uragano Katrina, quello rimasto più impresso agli americani, ma anche a noi, che viene preso come esempio per descrivere le conseguenze e la tragicità del problema.

Una catena ininterrotta, questa è la figura che ne traspare dal film-documentario e che meglio fa capire la gravità del riscaldamento globale, perché uragani o disastri ambientali di maggior grandezza e devastazione, dovuti ai cambiamenti climatici, portano povertà, ingenti problemi economici, malattie e pian piano alla distruzione di grosse fette di popolazione.

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Il tono con cui l'ex vicepresidente si rivolge a tutti, alterna momenti di sardoniche battute (umorismo nero), pensieri malinconici e tristi e semplici constatazioni di fatti.

Buona l'oggettività con cui è stato realizzato, incorporando i suoi pensieri, quelli di coloro che la pensano diversamente e di coloro che non si esprimono.

L'aver mostrato fotografie dei vari paesaggi modificati dal riscaldamento (ghiacciai, in particolare), aver esposto diagrammi e dati risultanti dagli studi scientifici, permette così di, in qualche modo, far interagire anche lo spettatore, così che possa farsi un'idea.

Tutto ciò riguarda l'aspetto postivo della pellicola, candidata e vincitrice di un Premio Oscar nel 2007, ma tutto ciò non toglie il fatto che di per sé, se non si è veramente interessati all'argomento, stare attenti per l'intera durata, è molto difficile, così come seguire in tranquillità.

Armatevi quindi di molta pazienza ed impegno per riuscire a vederlo fino alla fine!

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